170 nuovi contagi, 70 solo a Palermo: chiude il quarto asilo e aumentano i ricoveri

0
15146
Tempo di lettura: 2 minuti

Dopo la chiusura di tutte le scuole di Corleone, Marineo e Bisacquino a causa di due matrimoni poco sicuri, a Palermo è stato chiuso il quarto asilo nel giro di una settimana ed è stato registrato il maggior numero di contagi dall’inizio della pandemia.

Chiuso l’ennesimo asilo, è emergenza contagi

Questa mattina, in via precauzionale, è stato chiuso il nido “Braccio di Ferro” di Brancacci. La notizia è stata resa pubblica dal comune di Palermo dal momento che una dipendente ha dichiarato che un parente stretto si trovava in attesa del risultato de tamponi con febbre ed altri sintomi. Il protocollo è scattato all’istante: l’insegnante è stata momentaneamente sollevata dal suo incarico, sonno iniziati i processi di sanificazione e gli otto bambini presenti in quel momento sono stati consegnati ai genitori. La sanificazione straordinaria è stata svolta dal personale della Reset, adesso si attende solo per le indicazioni dell’Asp riguardo alla chiusura, si tratta infatti del quarto asilo chiuso in una sola settimana.

I numeri tornano a far paura, record di contagi

Intanto in Sicilia si registra un picco incredibile di positivi ben 179 in sole 24 ore, è il numero più alto dall’inizio della pandemia di Covid-19. Prima di oggi il primato era del 26 marzo con 170 contagiati, quando ancora la pandemia era ai suoi primi giorni di fuoco. Dal bollettino del ministero della salute possiamo notare che in tutto l’isola conta 1963 positivi in quarantena, 15 in terapia intensiva e 170 ricoverati, per non parlar dei morti che salgono di numero giorno dopo giorno, oggi ad esempio a perdere la vita è stato un umo messinese, ricoverato da settimane. Per a prima volta in Sicilia i tamponi svolti superano i 6mila capi e i guarii salgono a 3295. Dei nuovi casi registrati 70 sono stati scovati solo a Palermo.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Rimani aggiornato sulle ultime novità!

Sempre più ricoverati, i sintomi peggiorano

A preoccupare le istituzioni non è tanto il numero i casi ma per lo più la percentuale di ricoveri che di giorno in giorno aumenta. I virus pare presentarsi in maniera più violenta man a mano che il contagio progredisce considerando anche il ritorno delle condizioni climatiche in cui il paese versava all’inizio della pandemia, tra marzo ed aprile. Al sud si è registrato un aumento dell’8,5% delle ospedalizzazioni rispetto al Nord che ha raggiunto il valore del 4,5%. Ma la paura più rand resta quella delle terapie intensive, occupate dall’8% dei positivi, ma questo è un dato che parallelamente alla curva epidemiologica è destinato a salire.