Allerta meteo gialla in Sicilia, le prime piogge dopo mesi di siccità

0
691
Tempo di lettura: 2 minuti

Questa settimana la Sicilia dovrà subire gli effetti di una grande perturbazione di origine africana che scatenerà sparsi temporali, specialmente oggi.

Cosa aspettarci da questa settimana

Le previsioni disponibili sono state messe a disposizione dal Dipartimento della Protezione Civile avvisando che i fenomeni meteo d’impatto potrebbero determinare delle criticità ambientali: idrogeologiche e idrauliche. A partire da Lunedì si registreranno intensi temporali in attenuazione serale, accompagnati da un calo delle temperature.

Perché le precipitazioni sono necessarie ed importanti?

Per quanto le cattive condizioni meteo possano mettere a rischio gli ultimi attimi delle nostre vacanze, il nostro territorio invece ne gioirà. Secondo i rilevamenti ISPRA la regione è la più a rischio siccità. La stagione calda è stata lunga e adesso i bacini idrici si ritrovano quasi a secco, durante l’estate infatti non ci sono state piogge significative (escluso il nubifragio di Palermo, lo scorso 15 luglio). A Catania da 318 giorni non cade una goccia, e a Siracusa i termometri hanno toccato i 44 grado. In fin dei conti l’allarme meteo di questi giorni potrebbe essere una buona notizia con la speranza che il territorio possa prendere in sospiro di sollievo.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Rimani aggiornato sulle ultime novità!

Non è solo l’estate ad essere calda, la Sicilia è più secca che mai

Anche l’inverno scorso non è stato abbastanza umido, ed è considerato uno dei più secchi degli ultimi 100 anni. Attualmente a preoccupare è la scarsità di acqua dei bacini idrici, secondo la ANBI ci sono 70 milioni di metri cubi di acqua in meno rispetto allo scorso anno, possiamo quindi già parlare di desertificazione, che ogni giorno diventa una realtà preoccupante.

Questi rischi sono diretta conseguenza del riscaldamento globale, che noi esseri umani alimentiamo di giorno in giorno con utilizzi spropositati di automobili e materie inquinanti. Il cambiamento climatico si è scagliato sulla nostra nazione in modo violento, stravolgendo temperature e disponibilità idriche.

I polmoni della Sicilia hanno smesso di funzionare

Un’altra delle conseguenze della temperatura incredibilmente alta ma anche della mancanza idrica sono gli incendi, che oltre ad essere dolosi derivano anche dall’autocombustione dei boschi, che con le alte temperature perdono la loro freschezza. Per ricostruire gli ettari di terreno andati bruciati quest’anno in Sicilia saranno necessari 10 anni, che saranno duramente penalizzati economicamente ed ambientalmente.

La mancanza di vegetazione ha inoltre privato la nostra bella isola dei suoi polmoni verdi che, con impegno, ripulivano l’aria dal nostro passaggio e dall’inquinamento prodotto ogni anno. Le nostre grandi distese verdi ci permettono di ripulire il 60% dei veleni rilasciati nell’aria, questo dato quest’anno non sarà confermato.

E non è finita qui, andiamo incontro anche ad un tremendo fenomeno ambientale detto “impermeabilizzazione del suolo” per il quale il 300 ettari di terreno all’anno smettono di assorbire acqua (e quindi di rifornire le falde) a causa dell’azione dell’uomo, della costruzione di strade e impianti non ecosostenibili.