Aragona, i genitori si appellano al governo: Musumeci chiuda le scuole!

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L’aumento esponenziale dei contagi da Covid inizia seriamente a preoccupare i genitori che, soprattutto dalle zone più colpite dall’onda dell’influenza da coronavirus, chiedono la chiusura preventiva delle scuole.

Troppi contagi, addio alla serenità

Sono ben 100 i genitori che ad Aragona hanno aderito alla firma di un appello indirizzato al presidente della regione Musumeci, appello in cui si chiede con grande preoccupazione di chiudere le scuole del paese. Negli ultimi giorni la situazione nella città è fuori controllo, in un paio di giorni sono risultate positive 16 persone che, contrariamente ai primi casi, non fanno parte della stessa famiglia. Tra loro pare che siano presenti anche dei dipendenti di un’azienda e delle scuole del paese. Non potendo però mettere in atto una “caccia alle streghe” non è possibile individuare tutti i contagiati in tempo per evitare che il virus si diffonda, per questo secondo la comunità sarebbe meglio fermare le lezioni per almeno qualche giorno.

Un appello disperato, abbiamo bisogno di aiuto

I genitori sono indignati, pensano che seguire alla lettera le guide di prevenzione non sia il metodo corretto per proteggere i propri figli, secondo loro infatti non è necessario che un bambino risulti positivo per capire che andare a scuola in queste condizioni sia rischioso. Ecco infatti qual è il testo del messaggio inviato dai genitori direttamente a Musumeci:

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“Ci appelliamo al Presidente della Regione Nello Musumeci, al Prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa e ai vertici dell’Asp di Agrigento, affinché valutino repentinamente e celermente la situazione sanitaria emergenziale che si è profilata nella nostra comunità, in modo da mettere in atto tutte quelle misure che possano evitare l’aumento dei contagi, prima che sia troppo tardi. Chiediamo che la salute dei nostri figli venga prima di qualsiasi tipo di ordinanza e di qualsiasi tipo di logica burocratica e che la scuola venga chiusa almeno fino alla metà di ottobre, in modo che nel frattempo si conoscano gli sviluppi epidemiologici”.

Non c’è tempo da perdere, situazione precaria

Dall’esperienza si impara, e guardando cosa hanno causato i ritardi d’azione nelle altre regioni durante l‘emergenza covid-19 non possiamo permetterci di posticipare gli interventi. I genitori non permetteranno che Aragona venga sommersa dalla crisi, dal panico e dai contagi, per questo chiedono al proprio sindaco di intervenire tempestivamente e senza farsi trascinare da situazioni burocratiche. Bisogna stare in prima linea perché il governo agisca e chiuda le scuole senza se e senza ma. Nonostante la comunità sia piccina risulta molto difficile mappare i contatti dei positivi, di conseguenza tutta la popolazione è a rischio. Fin quando non ci sarà una nuova presa di posizione da parte delle istituzioni i bambini non frequenteranno, si pretende pertanto una garanzia rispetto alle lezioni a distanza, il che permetterebbe ai bambini di studiare come loro di diritto.