Ballarò, spari contro un negozio di abbigliamento

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Sono otto i colpi di pistola sparati tra la notte di martedì e mercoledì contro la sarracinesca di un negozio a Ballarò, in via Dalmazio Birago. Ad accorgersene è stato il proprietario del negozio alla riapertura dello stesso. Secondo le indagini la maggior parte dei colpi ha raggiunto la sarracinesca, altri 3 invece hanno colpito il muro vicino. Il titolare del negozio ha affermato di non aver subito nessuna minaccia e di non ricordare nulla di anomalo avvenuto nel recente passato. Sul posto è intervenuto anche il personale della Scientifica per valutare l’arma utilizzata ed il punto da cui i colpi sono stati sparati. Resta da chiarire se l’obiettivo fosse il negozio o altro.

Ricordiamo un episodio simile avvenuto nel noto quartiere Palermitano

“Non so cosa sia successo, ho sentito gli spari e poi ho visto i miei genitori insanguinati”. Queste le poche parole di una delle figlie di Giuseppe Landolina (41 anni) e Daniela Accetta (34), feriti da colpi di pistola nella loro abitazione a Ballarò il 15 Febbraio 2017 e portati in ospedale. La donna è stata colpita al torace, il marito a una gamba. A ventiquattr’ore dall’accaduto la Squadra Mobile della polizia ha cercato di ricostruire la vicenda, per dare un nome all’uomo che ha fatto irruzione in casa loro con l’arma carica in pugno. La figlia, così come i genitori, sembra non aver visto il volto dell’aggressore.”Io mi trovavo di sopra, mentre i miei erano al piano di sotto. Appena ho sentito i colpi sono scesa giù. Ho avuto molta paura, ma non capisco cosa sia successo o chi possa essere stato”. Landolina è stato sottoposto a una tac che ha evidenziato la presenza del proiettile, che è entrato nella gamba ma non è uscito. I medici hanno infatti programmato l’intervento chirurgico per procedere con l’estrazione. Gli agenti non sono riusciti a raccogliere informazioni dai locali, nessuno sembra aver visto nulla e tutti si trincerano dietro il silenzio.

Chiusa la strada-rifugio degli scippatori

“Finalmente – esclama il vicepresidente della prima circoscrizione Antonio Nicolao -. Si tratta di uno spazio anomalo e non a norma di sicurezza perché essendo molto stretta non permetteva di fare transitare né un passeggino, né una sedia rotelle. Una strada usata spesso come vespasiano a cielo aperto e anche come angolo dove utilizzare sostanze stupefacenti. Un altro svantaggio nel tenerlo aperto era quello di dare la possibilità agli scippatori di fuggire dopo aver commesso un reato. La prima circoscrizione ha affrontato la vicenda – conclude Nicolao – grazie alla collaborazione dell’architetto Maurizio Fucarino del Coime e finalmente da oggi nessuno potrà più passare da quella strada. Tirano un sospiro di sollievo non solo i residenti ma anche gli alunni della confinante scuola elementare e media”.

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