Cadavere ricoperto di formiche, orrore all’ospedale Cervello di Palermo

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I familiari della vittima, un 66enne morto di leucemia, sono stati travolti in pochi giorni non soltanto dallo sconforto della perdita di un parente, ma anche dal disgusto verso la struttura alla quale hanno affidato le cure del proprio caro ricevendo in cambio disattenzione e mancanza di interesse.

Il Covid non ha cambiato niente

“Lo abbiamo visto l’ultima volta otto giorni fa” dicono i parenti, “a noi l’accesso è stato proibito per i protocolli anti Covid, ma eravamo in costante contatto telefonico.” Le condizioni dell’uomo si sono aggravate improvvisamente attorno all’una della notte scorsa. Il corpo è stato poi trasferito in camera mortuaria e i parenti hanno potuto visitarlo solo all’apertura, alle 8 di questa mattina. “Solo lui era ricoperto di formiche, le altre salme no. Il locale è pulito, probabilmente gli insetti erano annidati nelle lenzuola usate per avvolgerlo. Non è concepibile e non è degno di un paese civile, vogliamo spiegazioni”. I familiari affranti si sono rivolti alla redazione del giornale online “Palermotoday”:”Noi non abbiamo potuto salutarlo e stargli vicino negli ultimi momenti per le regole anti Covid, per le quali si suppone che tutto sia sanificato e controllato, invece il suo volto è pieno di formiche.”

Le condizioni deludenti degli ospedali siciliani

La situazione igienico sanitaria degli ospedali siciliani è sempre motivo di polemica e malcontento per i cittadini, che spesso lamentano falle e mancanze nella gestione dei luoghi in cui i pazienti vengono curati oltre che dei pazienti stessi. Durante l’emergenza Covid pareva che le strutture sarebbero state in qualche modo “obbligate” a provvedere a queste situazioni, cosa che sembrava anche essersi avverata. Già nel 2019 gli ospedali di Sciacca, Ribera e Agrigento erano stati affidati alle “cure” dell’ex direttore sanitario del Policlinico di Palermo con la speranza che la sua esperienza potesse migliorarne le condizioni igieniche.

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Lo scarso impegno nel seguire le normative

Altro dato negativo che riguarda la sanità siciliana sono le precauzioni prese nel rispetto delle norme di protezione contro il Coronavirus. Molte strutture non sono state in grado di predisporre correttamente dei percorsi isolati per i pazienti a rischio Covid. Il 5 luglio scorso infatti sono stati chiusi tutti i centri dedicati alle emergenze pandemia, rendendo i reparti unici per tutti i tipi di sintomo. C’è da dire però che durante il post lockdown sono stati stanziati 4 milioni di euro di fondi per aumentare i posti in terapia intensiva nella regione e per migliorare i percorsi mirati alla non diffusione dell’infezione all’interno delle strutture.