Catania: minacce e rapine con cocci di bottiglia, arrestato il rapinatore

0
601
Tempo di lettura: < 1 minuto

Dopo sei colpi messi a segno e un inseguimento in contromano è stato arrestato dai carabinieri di Paternò

L’accaduto

Il 40enne Salvatore Antonio Carcagnolo è stato catturato dai carabinieri di Paternò. Dal 13 agosto tra Misterbianco e Paternò si sono registrati 6 colpi con lo stesso modus operandi ai danni di diverse attività commerciali. L’uomo era a bordo di una Fiat Fiorino, minacciava i venditori con cocci appuntiti di bottiglia per imborsare gli incassi.

La svolta al caso

Gli investigatori dopo essere riusciti ad dare un volto al malvivente e a ricavare il numero di targa del furgone hanno fatto partire la caccia all’uomo nell’arco di 24 ore con numerose pattuglie. Al termine di ogni rapina si era sempre diretto a Catania, i carabinieri hanno presidiato la statale 121. Dopo essere stato individuato nell’area di sosta di un distributore di carburanti Eni, bersaglio dell’ennesima rapina, fortunatamente non portata a termine.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Rimani aggiornato sulle ultime novità!

L’inseguimento

Il rapinatore dopo aver capito di essere stato individuato, ha effettuato una pericolosissima manovra ed ha percorso diversi chilometri contromano. Una volta guadagnata l’uscita si è rimesso nella carreggiata corretta verso Catania. I carabinieri, nella corsia opposta hanno aumentato la velocità ed attivato i dispositivi di emergenza per avvisare gli automobilisti dell’altra corsia per evitare collisioni con il fuggitivo. Il malvivente per provare a sottrarsi alle pattuglie ha iniziato ad effettuare manovre a zig zag lanciando delle bottiglie di vetro dal finestrino. L’inseguimento, durato oltre 15 minuti è terminato in una piccola traversa, dove l’uomo ha abbandonato il furgone per proseguire a piedi.

La cattura

Mentre i militari esaminavano il mezzo abbandonato, dove sono stati trovati i cocci di bottiglia aguzzi che usava per le rapine, alcune pattuglie hanno continuato la ricerca fino al ritrovamento e la cattura all’interno dell’abitazione dei genitori a Paternò.