Condannati 22 nigeriani: gestivano i traffici di droga tra Agrigento e Rieti

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Tra Rieti ed Agrigento sono stati arrestati e condannati 22 cittadini nigeriani responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, marijuana ed eroina.

I responsabili, giovanni e inesperti

L’operazione è iniziata nel 2018 per contrastare le attività di spaccio da e per Rieti, per questo scopo sono stati impiegati 170 Agenti delle Squadre Mobili di Rieti, Venezia, Agrigento ed altre province. Grazi anche all’intervento delle varie unità Cinofile e Anticrimine è stato possibile rintracciare i 22 responsabili, 16 uomini e 7 donne, con età compresa tra i 22 e i 40 anni. 10 di questi sono residenti asilo, 8 hanno regolare permesso di protezione sussidiaria, 3 di soggiorno e 2 stranieri irregolari. Durante il sequestro sono stati sequestrati un bar e due negozi di alimentari utilizzati come centro di spaccio. Uno di questi locali è stato poi restituito al proprietario che ne era stato privato.

Spaccio compulsivo, come è stato fermato e come funzionava

L’azione è stata portata a termine dalla squadra Mobile di investigatori lo scorso 11 febbraio. Il caso è poi passato ai Tribunali di Agrigento e Rieti presso i quali è stata valutata la condanna per 16 criminali bloccati durante l’operazione, chiamata “Angelo Nero”, che ha permesso di neutralizzare uno dei canali di spaccio più fruttiferi d’Italia. In particolare le condanne spaziano dai 7 ai 3 anni, seconda dei crimini di cui gli imputati sono stati ritenuti responsabili.

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Il gruppo di spacciatori riusciva a piazzare sul territorio circa 300 dosi di cocaina, mille di eroina e oltre 10.000 di marijuana, destinata purtroppo a giovani consumatori, anche minorenni. Il metodo di trasporto erano i semplici corrieri che spostandosi tramite pullman riuscivano a nascondere la refurtiva in normali buste della spesa, borse da passeggio o addirittura tra gli indumenti indossati. Parte delle sostanze venute veniva acquistata e consegnata nelle grandi piazze di Roma, Venezia e Caserta a grandi distributori.  Questi poi si occupavano di trasferire piccole dosi ai pusher con appuntamento telefonico.