Covid in Sicilia: contagiati troppi giovani

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Nonosttante nell’ultima settimana le regioni con indice di contagio maggiore ad uno siano passate da 12 a nove, la Sicilia inizia a preoccupare avendo indice Rt superiore ad 1.4. I contagi nella regione hanno infatti subito una brusca impennata, secondo l’ultimo bollettino gi attualmente positivi sono 603 nella regione, con 42 nuovi casi aggiunti solo nelle utime 24 ore, di cui solo 5 sono migranti.

Le parole di Razza nel rapporto Regionale

L’assessore alla salute Razza ha commentato:”è essenziale mantenere elevata l’attenzione e rafforzare le attività di ricerca dei contatti, per identificare tutti i potenziali focolai.”
Ha inoltre affermato, in un’intervistata per il Giornale di Sicilia, che l’aumento dei contagi non lo ha affatto sorpreso:”era prevedibile dato il rientro dalle vacanze di migliaia di siciliani”. Ricorda inoltre che, tra migranti e vacanzieri, il 50% dei nuovi contagi proviene da Malta.
“La Sicilia non può economicamente permettersi un nuovo lockdown, per questo è necessario che tutti i siciliani comprendano le regole come il distanziamento o l’obbligo della mascherina, nel rispetto dell’economia della nostra regione”

L’età media si abbassa, più giovani ammalati

Intanto, in previsione dell’arrivo dell’influenza si invita a vaccinarsi, per evitare di confondere i sintomi di una influenza stagionale con quelli del nuovo SaRS-Covid19 e per salvaguardare la salute degli over 60, più vulnerabili ai peggiori effetti del virus.
L’età media dei nuovi casi diagnosticati nell’ultima settimana è di circa 40 anni, questo perchè mentre prima i casi registrati coprivano una fascia d’età molto più ampia, ad oggi i casi registrati sono per lo più importati da ragazzi e famiglie che tornano dalle vacanze. Questo, loro malgrado, comporta un minore rischio che le strutture sanitarie possano subire un nuovo sovraccarico.

Nel rapporto della regione si raccomanda inoltre di stare attenti alla possibilità di contrarre il virus nei paesi con alta circolazione virale, per cui al rientro in Italia sarebbe meglio rivolgersi ai servizi pubblici per la prevenzione e di seguirne le istruzioni. Si chiede anche di prestare maggiore attenzione alle norme aniti-Covid soprattutto nelle vicinanze di soggetti vulnerabili.

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