Donna di 63 anni precipita dal parcheggio del centro La Torre

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Una donna di 63 anni è precipitata questa mattina dal parcheggio superiore del centro commerciale La Torre. Il parcheggio è rialzato dal piano terra di circa 15 metri. Immediatamente soccorsa, è stata trasportata all’ospedale Villa Sofia dove le è stato assegnato il codice rosso, date le condizioni critiche. Sono intervenuti anche i carabinieri che indagano sull’accaduto: non è chiaro se sia trattato di un incidente o di un gesto premeditato.

Non è la prima volta che La Torre si ritrova al centro dei riflettori

Il 14 Gennaio 2015 le telecamere del parcheggio sotterraneo del centro La Torre riprendono una coppia di giovani intenti nel consumare un rapporto sessuale. La coppia non si accorge della presenza delle telecamere e il video finisce in rete. Per la ragazza inizia un inferno fatto di umiliazioni pubbliche e pensieri suicidi. Viene così aperta un’indagine dal commissariato di polizia Zisa-San Lorenzo per accertare eventuali responsabilità su chi ha contribuito alla diffusione del filmato, anche in considerazione del fatto che la ragazza in questione è una minorenne. I vertici del centro commerciale aprono un’indagine interna e, insieme all’aiuto delle forze delle ordine, individuano i colpevoli: Vincenza Palazzolo e Filippo Stuto, addetti della portineria. La donna ha prontamente visionato e registrato il contenuto delle telecamere attraverso l’utilizzo del suo cellulare, mentre l’uomo ha diffuso il filmato in rete.

Il processo

I responsabili della diffusione del video sono stati rinviati a giudizio e dovranno affrontare un processo, che hanno cercato di evitare offrendo un risarcimento alla vittima. La ragazza, accompagnata da suo padre e sua madre, andò a denunciare tutto alle forze dell’ordine per poi affidarsi a degli avvocati per far valere i propri diritti e avanzare una richiesta di risarcimento che, insieme a quelle dei genitori, ammonterebbe a circa un milione di euro. Vincenza Palazzolo e il suo amico Filippo Stuto, sono accusati di diffamazione e violazione della privacy, mentre Brunetti, nella qualità di direttore dei locali del centro commerciale e quindi come tale incaricato anche del trattamento dei dati personali, avrebbe omesso di adottare le misure minime di sicurezza non impedendo così alla sua dipendente di accedere nella sala di controllo e filmare con il cellulare ciò che non era sfuggito alle telecamere.

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