Focolaio in un locale di Salemi: 40 contagiati

0
374
Tempo di lettura: 2 minuti

Sono partiti da Partinico in 32 per andare a mangiare al ristorante di Salemi “La Giummara”, dove si è sviluppato un focolaio con almeno 40 positivi tra cui quattro persone di Partinico ed una di Borgetto.
Uno dei titolari del locale era stato ritrovato positivo al Covid sabato 29 agosto.
La vicenda ha causato la chiusura del Comune di Trapani, di un centro estetico dello stesso capoluogo e alla sospensione del cartellone degli spettacoli estivi a Salemi. A confermare ciò è il sindaco Domenico Venuti, che ha dichiarato:” Si sta lavorando alla ricostruzione dei contatti: in questa fase, infatti, i tamponi vengono eseguiti sulle persone più vicine ai contagiati. Lo screening continua in maniera analitica e senza lasciare nulla al caso”.

Diffusione del virus


Dunque il quadro descritto dal Ministero della salute, ovvero una situazione “di transizione con tendenza ad un progressivo peggioramento”, si sta imbastendo. Tuttavia il report settimanale evidenzia che il quadro generale della trasmissione e dell’impatto del virus in italia non è in uno stato critico, sebbene si registri un aumento nel numero di nuovi casi di Coronavirus a livello nazionale soprattutto in persone asintomatiche e ciò indica che, al netto dei casi asintomatici identificati attraverso attività di tracciamento dei contatti e dei casi importati da stato estero, “il numero di casi sintomatici diagnosticati nel nostro paese è stato sostanzialmente stazionario”.
L’età mediana dei casi diagnosticati nell’ultima settimana è ormai intorno ai 40 anni. “Questo è in parte dovuto alle caratteristiche dei focolai – si legge nel report settimanale – che vedono un sempre minor coinvolgimento di persone anziane, in parte ad un aumento tra i casi importati e in parte all’identificazione di casi asintomatici tramite screening e ricerca dei contatti in fasce di età più basse. Questo comporta un rischio più basso nel breve periodo di un possibile sovraccarico dei servizi sanitari».

E se la soluzione al coronavirus fosse in Italia?


Il metodo italiano intuito e sperimentato dal prof. Cavanna per contrastare la Covid-19, infatti, è ad oggi il più corretto ed efficace. Cavanna, direttore del reparto di oncologia dell’ospedale di Piacenza, da metà marzo “cura i pazienti a casa” dall’insorgere dei primi sintomi, entro 48/72 ore e in poche settimane ha curato e guarito, con una task-force, più di 200 persone.
“In molti casi – dice Cavanna – non è stato la Covid-19 ad uccidere, ma i tempi di attesa tra l’insorgere della malattia e l’inizio della cura. Tra l’altro sappiamo quanto sia necessario tenere il virus lontano da luoghi di trasmissione come gli ospedali, e questo anche per la sicurezza di chi negli ospedali lavora. Le regioni ancora oggi sembrano concentrate sulla gestione ospedaliera.”
La diffusione del virus, tuttavia, non potrà essere bloccata se non con un vaccino, che secondo il ministro Roberto Speranza sarà distribuito entro la fine dell’anno.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Rimani aggiornato sulle ultime novità!