Gioele: trovata una testa, ricerche lunghe e superficiali

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Oltre al ritrovamento di un “tronco senza gli arti”, compatibile con il corpo del bambino, sembrerebbe che sia stata trovata la testa di un bimbo sotto i 6 anni, in avanzato stato di decomposizione insieme ad alcuni indumenti. Adesso si attende conferma del riconoscimento tramite test del DNA.

Ecco come è stato ritrovato il corpicino

I resti del piccolo sono stati trovati da uno dei volontari richiamati in aiuto da Mondello Daniele, padre di Gioele. L’uomo che li avrebbe scovati è un carabiniere in congedo di 55 anni, Giuseppe Di Bello, che li ha segnalati a circa 400 metri dal traliccio sotto il quale è stata trovata la madre, Viviana Parisi, lo scorso 8 Agosto. Fonti investigative fanno chiarezza sul come il corpo del bimbo sia arrivato in quel punto: “Con ogni probabilità è stato trascinato qui solo di recente, altrimenti non si spiegherebbe il perchè delle condizioni del corpo”. Si pensa che il bimbo sia stato trascinato dagli animali selvatici, ma non ci sono dati che possano ancora confermarlo, le condizioni del corpo sono pessime soprattutto a causa dei tempi durante il quale è stato esposto al caldo siciliano, i medici affermano che sarà difficilissimo definire le cause della morte.

Tanti dubbi, 15 giorni sono troppi

Tra gli indumenti ritrovati vicino al corpo del bambino sono state rinvenute un paio di scarpette blu, colore che era stato scelto dalla mamma del piccolo per le scarpe nuove che dovevano comprare quella mattina. Ora il padre si chiede come sia possibile che 70 uomini esperti in quindici giorni non siano riusciti a trovare nemmeno una traccia, e che un uomo solo in nemmeno una mattina abbia risolto il dramma di una famiglia intera. Lo esprime infatti con un messaggio su facebook:

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Nonostante il dramma che mi ha travolto, trovo doveroso ringraziare quanti mi hanno aiutato. Dedico un ringraziamento…

Publiée par DANIELE MONDELLO sur Mercredi 19 août 2020

Così vicino ma così lontano

Il corpo del piccolo è stato trovato a soli 200 metri dalla strada e a 400 dal luogo di ritrovamento del corpo di Viviana, l’uomo che ha trovato i primi resti è disperatamente stupito, “un corpo straziato” lo definisce. Dice poi di aver visto resti di animali vicino a quelli del bambino. Da ciò nascono terribili dubbi: era vivo quando è stato trascinato via dalla madre? Quali animali lo hanno ridotto in questo modo? Secondo i ricercatori gli unici a poter essere responsabili sono i maiali selvatici, che si abbuffano di tutto ma non aggrediscono i vivi. Poi ci sarebbero le volpi e i due rottweiller appartenenti al proprietario del terreno su cui i due sono stati ritrovati.

I tanti perchè a cui Viviana non potrà rispondere

Intanto ci sono ancora molti interrogativi sul perchè la donna sia scappata nel bosco, ricordiamo il messaggio che pochi giorni dopo la sua scomparsa il marito ha lanciato tramite il suo profilo social: “Non ti preoccupare, non ti succede niente, nè a te, nè al bambino, nè a me.”
Ma di cosa doveva avere paura Viviana? Da qualche tempo aveva il terrore di essere seguita, chiedeva infatti al marito di fare più giri in auto prima di arrivare a destinazione per assicurarsi che non ci fosse nessuno dietro di loro. All’ospedale gli era stata diagnosticata “Paranoia e crollo mentale” anche se negli ultimi tempi prima della tragica scomparsa sembrava essersi rasserenata. Eppure quella mattina Viviana ha mentito al marito. Ha lasciato il telefono in casa, è uscita dicendo di essere diretta verso Milazzo e invece ha imboccato l’autostrada. Qualcuno dice fosse diretta alla “Piramide della Luce”, una installazione a Motta D’Affermo, ma l’incidente con il furgone degli operai deve averla fermata prima, la macchina era ferma in prossimità di una piazzola di sosta, borsa e documenti sul sedile, da lì della donna e del bambino non ci sono notizie.