I primi risultati dell’autopsia: il sangue di Gioele nell’auto della madre

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Oggi sono state rese pubbliche le prime informazioni date dall’autopsia dei resti del piccolo Gioele, ritrovati lo scorso 19 agosto a pochi metri dal luogo id ritrovamento della madre, Viviana Parisi, trovata l’8 agosto senza vitta sotto ad un traliccio.

Tracce di sangue nella macchina di Viviana

Fonti investigative fanno sapere che la scientifica ha effettuato diversi esami biologici sul luogo del ritrovamento e all’interno dell’auto della donna, scoprendo sconcertanti dettagli fino ad oggi rimasti celati. Sono state rinvenute infatti tracce di sangue all’interno dell’abitacolo, ben 6, probabilmente appartenenti al piccolo Gioele. Nasce quindi spontanea l’ipotesi che il bambino possa essere stato ferito se non aver perso la vita nell’impatto che la macchina ha subito all’interno della galleria sula A20. Sul capo del bambino pare infatti che siano state rinvenute diverse fratture compatibili con traumi cranici o addirittura emorragia celebrali causate dall’impatto con una superficie relativamente dura. Ma ancora non è possibile escludere alcuna pista. Viviana ha fatto perdere le sue tracce il 3 agosto dopo aver duramente tamponato un furgone. I rilevamenti provano che il sedile del bimbo non era stato agganciato.

I risultati della tac, dove è morto Gioele?

Da una prima TAC sono state individuate delle piccole pietre sul corpo di Gioele che potrebbero essere utili per definire il luogo in cui il piccolo è stato riposto dopo la morte, e dove esattamente gli animali lo abbiano trascinato. I resti però sono molto compromessi e pieni di morsi di animali selvatici, non si può ancora definire dove e quando si morto il piccolo, e non è detto che venga mai scoperto. Al termine delle operazioni i avrà un quadro definitivo che determinerà la possibilità di avere risposte concrete, per questo scopo sono state impiegate tutte le forze possibili. Gli entomologi e zoologi forensi stanno lavorando ininterrottamente sul corpo per rimediare ai tempi persi nelle ricerche inutilmente, dato che il corpo della donna era stato individuato dai droni il 4 agosto, nonostante nessuno abbia controllato le riprese. I seguenti esami saranno svolti su vestiti, con ben 90 giorni di tempo a disposizione dell’investigazione.

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