In ostaggio due navi siciliane in Libia, 18 marinai prigionieri dopo la visita di Di Maio

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Due pescherecci della marineria di Mazara del Vallo sono stati presi in ostaggio sulle rive della Libia, a 35 miglia da Bengasi. 18 marinai imbarcati sono stati trattenuti mentre altre due imbarcazioni sono riuscite a sfuggire alla cattura.

Cosa è successo?

Sarebbero il Medinea e l’Antartide le navi sequestrate ieri attorno alle 21 in Libia, pare che i 18 componenti dell’equipaggio stiano bene, mentre a fuggire sono stati l’Anna Mare (già sequestrata in Tunisia nel 2017) e il Natalino. Già nel 2018 l’armatore Giuseppe Asaro dovette affrontare 10 giorni di trattative prima di portare a casa i 7 membri dell’equipaggio del peschereccio Matteo Mazzarino, rimasti prigionieri. Oltre ai marinai fu confiscato ance il pescato dalle stive, anche la parte che non proveniva da acque libiche. Il sequestro avvenuto ieri sera è stato messo in atto da parte di autorità facenti parte del governo autoproclamato dell’est del paese nonostante l’umile lavoro dei pescatori non abbia niente a che faree con le questini politiche tra Libia e Italia. A bordo delle due navi ci sono membri italiani, indonesiani e tunisini.

Le dichiarazioni dei marinai

L’armatore del peschereccio Antartide ha rilasciato alla Adn le seguenti informazioni: “Ho sentito stamani un membro dell’equipaggio, ha detto che stanno tutti bene e che vengono trattenuti a bordo. Aspetto di poter conferire con i capitano per avere notizie dettagliate. Non dormo da ieri, siamo tutti distrutti. Aspettiamo notizie dalla Farnesina, ho parlato con Di Maio Buonafede che stanno lavorando per trovare una soluzione.” Intanto arrivano buone notizie dai nostri connazionali bloccati in acque straniere: “stiamo bene, ci trattano bene. Stiamo compilando di documenti e aspettiamo di poter tornare a casa”.
Sono queste le prime parole rilasciate da un membro dell’equipaggio. Quello dei pescherecci sequestrati è un fenomeno che va avanti da anni e nonostante la priorità sia riportare a casa gli equipaggi è comunque una situazione che andrebbe discussa risolta.

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Il Mediterraneo deve tornare a splendere

Il sindaco di Mazara del Vallo rilascia pesanti sentenze: “La presenza di Di Maio in Libia in queste settimane non può essere una coincidenza”. Il ministro si è recato nella grande città per incontrare il presidente del governo libico riconosciuto dall’ONU, Fayez al Serraj, ma prima di raggiunger frettolose conclusioni si attenderà il risultato del duro lavoro della farnesina.
Intanto i pescatori sono stanchi, stanchi di non poter svolgere il proprio lavoro in sicurezza senza doversi preoccupare di questioni politiche. Occorre diplomazia internazionale, il Mediterraneo deve essere luogo di incontro culturale e non focolaio di guerre e conflitti.