“Non c’è tempo per le lacrime”, parla il padre di Viviana Parisi

0
901
Tempo di lettura: 2 minuti

La famiglia della donna ha atteso con impazienza i risultati dell’autopsia davanti all’ospedale Pepardo, lo stesso in cui quattro anni fa attendevano la nascita di Gioele, il bimbo che dopo essersi allontanato con la madre non è stato ritrovato. Il marito della donna è stato sollevato da qualsiasi sospetto, quando è sparita si trovava fuori città per lavoro, ha anche ricevuto da sua moglie una telefonata, proprio il 3 agosto, in cui lo avvisava che sarebbe tornata dopo aver comprato delle scarpette per Gioele.

Il cuore in frantumi di un padre

Il padre di Viviana ha confidato ai giornalisti lo stato d’animo della figlia durate e dopo la quarantena a causa Covid-19. Dice infatti di aver ricevuto dal genero video della figlia in cui leggeva la bibbia a gran voce, lei che non è mai stata molto credente, così come il genitore che si dichiara ateo.
Viviana aveva paura. Paura dell’emergenza, paura che il covi potesse scagliarsi sui suoi cari. Il padre dice: “Provavo a rassicurarla. E stata la prima figlia, era la nostra gioia sin da quando è nata”, papà Parisi si ferma per prendere fiato, è difficile per lui frenare le lacrime,poi ricomincia: “non ho pianto nemmeno quando è morta mia madre, e così farò adesso, non ho tempo per le lacrime, adesso penso a Gioele”.

Il sapore agrodolce dei ricordi, l’amaro sapore dell’incertezza

Il suocero conserva per la nuora gentili parole:” era una mamma dolcissima, non si separava mai dal piccolo, penso sia impossibile che lo abbia lasciato da qualche parte o che lo abbia ferito in alcun modo.” Anche lui parla dello stato d’animo della ragazza, accennando ad un momento in cui è stato necessario chiamare l’ambulanza, poiché era molto agitata e gridava in preda al panico.
Nessuno tra i familiari si lascia sfuggire i tasselli mancanti. Il padre del marito esprime amareggiato molti dei suoi dubbi: “Cosa sanno i raccoglitori di sughero che erano lì? E perché il proprietario del terreno su cui è stato trovato il corpo non ha controllato prima? Perché la strada è privata?”, poi il sorriso gli torna in volto quando i giornalisti gli fanno notare la somiglianza con il piccolo Gioele, di cui ancora oggi non ci sono tracce, lui mostra un video del bambino “Già a quattro anni visto come si tuffava? Amava l’acqua, giocavamo spesso a nascondino insieme, ora tocca a noi cercarlo”.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Rimani aggiornato sulle ultime novità!