Palermo sprofonda nei rifiuti: in strada fino a 3 mila tonnellate

0
223
Tempo di lettura: 2 minuti

Palermo si trova nuovamente sommersa dai rifiuti: una scena vista e rivista in questi ultimi anni, ma stavolta la causa è il focolaio di Covid-19 scoppiato fra i dipendenti della Rap, la società partecipata del Comune. Un’azienda che conta 2.500 dipendenti, ma che da una settimana è in difficoltà con 400 tonnellate al giorno di immondizia non raccolta e che resta sotto il sole cocente.

Le periferie sono le zone in maggiore difficoltà

Le periferie si sono ritrovate in questa situazione a causa di un sistema di raccolta che è stato piegato. In realtà al momento i lavoratori risultati ufficialmente positivi sono appena 13, compresi quelli emersi dai 70 tamponi effettuati lunedì scorso (anche se le stime ufficiose dicono qualcuno in più), ma tanto è bastato per avviare uno screening di massa che ha messo in ginocchio il servizio, costringendo alla quarantena gli addetti. Per strada infatti sono presenti al massimo 200-300 impiegati. Questo meccanismo ha causato un effetto domino, infatti oltre alle normali assenze molti lavoratori in 104 considerati fragili hanno preferito rimanere a casa.

La crisi non dipende solamente dalla situazione COVID-19

Uno dei punti di criticità della città è, per l’appunto, la mole di rifiuti presente nelle strade. Già nel Luglio del 2019 si parlava di una crisi, causata da turni di raccolta saltati, inciviltà dei residenti e forti rallentamenti nello smaltimento dei rifiuti nella discarica di Bellolampo: mentre la sesta vasca della discarica si avviava velocemente alla saturazione e la settima non era ancora stata costruita, l’impianto ha rischiato di andare in tilt in molteplici occasioni. Malgrado gli sforzi per incrementare le aree della città servite dalla raccolta differenziata ‘porta a porta’, potenziare il ritiro a domicilio di rifiuti ingombranti e l’apertura quotidiana di due nuovi centri per il deposito di ogni tipo di materiale, la Rap, l’azienda partecipata per l’igiene ambientale, non è riuscita a tenere la città pulita. Sotto gli occhi di residenti e turisti increduli, lo scandaloso moltiplicarsi di cataste di spazzatura agli angoli delle strade, dietro ai palazzi storici e ai monumenti patrimonio Unesco, vicino alle spiagge già affollate di bagnanti, ha generato malcontento e proteste.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Rimani aggiornato sulle ultime novità!

Provvedimenti adottati

Per combattere questa crisi è stata lanciata dall’amministrazione una campagna di sensibilizzazione e di impegno #FacciamoUnPatto: da un lato il Comune e la Rap avrebbero messo in campo risorse eccezionali per un lavoro di pulizia massiccia, dall’altro i cittadini avrebbero dovuto farsi garanti della cura e del decoro degli spazi pubblici. Inoltre, uno squadrone di duecento vigili in borghese sarebbe dovuto andare a caccia dei trasgressori. Ma l’operazione si è rivelata un flop. Alcuni gruppi di residenti e altri drappelli di fruitori di reddito di cittadinanza hanno deciso di impegnarsi volontariamente per spazzare strade e marciapiedi, ripulire spazi verdi diventati terra di nessuno. Le iniziative si sono moltiplicate in centro storico e nelle zone residenziali, ma non sono bastate.