Ponte sullo stretto, è sì del governo ma i cittadini non sono d’accordo, polemica su Twitter

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Oggi è stata insignita una commissione per capire quale tecnologia sia meglio utilizzare per collegare Sicilia e Calabria. L’obbiettivo della squadra è quello di valutare le varie ipotesi, che sono adesso tre:tunnel, ponte e galleria.

Il vertice esprime il suo consenso e le sue buone intenzioni

Anche il presidente Conte ha nominato il tunnel sottomarino durante i suoi discorsi sull’avanzamento tecnologico italiano. Ma non è ancora sicuro quale sarà lo strumento più utile a collegare e due terre non solo dal punto di vista delle automobili, ma sarà necessario anche realizzare una lunga pista ciclabile per permetter a chiunque di arrivare a destinazione in modo comodo e sicuro. Su twitter scrive la ministra delle infrastrutture, dandoci molte speranze:

Le due terre a confronto

Ieri la commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni ha inserito nel piano di costruzione di infrastrutture la realizzazione del ponte, di questa scelta si è dimostrato soddisfatto il presidente della regione Sicilia Musumesi:”Finalmente il Ponte sullo Stretto di Messina assume una rilevanza strategica per le infrastrutture da parte di tutte le Regioni italiane”. Anche il presidente della region calabria ne è entusiasta:”Una grande vittoria la decisione della commissione affari finanziari e della conferenza delle regioni.Un risultato importante in vista del dibattito parlamentare sulla conversione del ‘Decreto agosto’ che, di fatto, inserisce il Ponte nella programmazione delle opere da finanziare con il Recovery Fund”.

I cittadini esprimono il proprio dissenso alla Micheli su Twitter

Intanto su twitter si apre il dibattito e c’è chi per sdrammatizzare lascia qualche simpatico consiglio:

E chi ancora la prende sul serio, tentando di far valere le proprie conoscenze dissentendo sul’idea della commissione:

“Sono almeno 300 gli tsunami registrati nel Mediterraneo, di cui una ventina nell’Adriatico, se aggiungiamo anche la parte sottostante il Canale d’Otranto. Di questi – spiega Stefano Tinti, ordinario di geofisica al Dipartimento di fisica dell’Università di Bologna,molti sono stati determinati anche da terremoti di magnitudo modesta, spesso al di sotto di 6. Nel 1627 si è verificato il grande maremoto sul Gargano, ma non si sono mai registrati altri grossi eventi. Sulle coste romagnole e marchigiane vi sono stati episodi di piccoli maremoti causati da terremoti, ma le onde non sono mai state di grandi dimensioni, sebbene con le spiagge basse dell’Adriatico anche onde di un metro e mezzo possono fare danni e vittime.” (Da strettoweb.com)