Reddito di Emergenza, fino a 800 euro per le famiglie in difficoltà dopo il Covid-19

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Punto di svolta decisivo per le famiglie che hanno vissuto (e vivono tutt’ora) in situazioni di grande difficoltà economica, dettata dall’emergenza Covid e dalle sue conseguenze: è nato il reddito di emergenza.

Il nuovo bonus salva-famiglie, ecco di cosa si tratta

La misura temporanea in aiuto di nuclei familiari oscillerà tra i 400 gli 800 euro, il valore conferito varierà a seconda di parametri economici come il numero di familiari e potrà essere attribuito insieme al reddito di cittadinanza. Da oggi è online sul sito dell’Inps il modello da compilare per procedere con la richiesta del terzo mese di contributo, come specificato nel decreto agosto. Questo sostegno economico sarà più che necessario per le famiglie duramente colpite dall’epidemia, nella speranza che queste possano riprendere in mano le proprie vite e tornare ad essere parte attiva dell’economia del paese.

Ricordiamo che, al contrario del RdC, sarà necessario rinnovare la domanda per ogni mese in cui si voglia percepire il reddito di emergenza, anche se è già stato richiesto. A partire da oggi le richieste dovranno essere concluse entro il 15 ottobre per poter usufruire del bonus.

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Nuovi requisiti da rispettare

Nonostante il redito di emergenza possa coesistere con quello di cittadinanza, non sarà possibile usufruirne se alla famiglia vengono già accreditate altre forme di sostegno prodotte dagli effetti negativi della pandemia da Coronavirus. Ecco quali saranno i requisiti necessari:

  1. essere residenti in Italia;
  2. possedere un valore Isee che non superi i 15mila euro a partire da aprile 2020;
  3. assicurarsi che il patrimonio immobiliare della famiglia per il 2019 sia inferiore a 10mila euro, con un margine di 20mila euro se appartenenti a componenti della famiglia diversi dall’intestatario della domanda.

La povertà che dilaga, sempre più famiglie nel giro dei bonus statali

Mentre si sviluppano nuove soluzioni al don economico post pandemia, aumentano l famiglie che ricevono il reddito di cittadinanza o la rispettiva pensione di cittadinanza. Ad agosto i nuclei di famiglie che ne usufruiscono è salito a 1,3milioni, che ampliato ai componenti familiari si allarga a 3 milioni di unità. Un dato certo è quello che attesta la maggioranza da parte di coloro che percepiscono il Reddito (1,17 milioni), rispetto a coloro che richiedono la pensione di cittadinanza (136 mila nuclei), quest’ultimo contributi altro non è che a stessa misura rappresentata dal RdC ma dedicata gli over 67. Rispetto a gennaio 2020 il 25% in più delle famiglie percepisce il reddito di cittadinanza.

Il sud primeggia ogni tanto, ma solo per verterà

Il contributo di cui stiamo parlando è gestito dall’Inps e può essere richiesto, insieme alla tessera che ne permette l’utilizzo, se si possiede un Isee inferiore a 9.360 euro annui. E sono sempre di più le famiglie con un reddito così basso, non perché le condizioni economiche peggiorino ma perché a causa dei nuovi contributi sono sempre di più le famiglie che inviano le pratiche Isee dichiarando i propri averi, cosa che fino qualche tempo fa non si verificava.

Purtroppo la maggior parte di coloro che percepiscono questi aiuti, e che ne hanno estremamente bisogno, si trova al sud e sulle Isole, dove più di 800 mila famiglie usufruiscono dei bonus, si parla di due milioni di cittadini contro i 304 mila del Nord.  A livello nazionale son Campania e Sicilia a giocarsela, con 260 mila e 230mila richiedenti, terzo il Lazio con 122mila unità a parità con la Puglia e poi la Lombardia con sole 110 mila unità.