Scuola: più della metà aprirà il 21 settembre. I nostri figli sono al sicuro?

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Dopo ben sei mesi di assenza dalla scuola l’Italia sembra esser pronta a tornare sui banchi, ma non sono poche le difficoltà che studenti ed insegnanti incontreranno nel percorso verso la normalità. Da oggi 5,6 milioni di giovani sono tornati in aula, più della metà degli 8 milioni presenti in Italia.

Una partenza improvvisa, forse troppo

Molti responsabili ed insegnanti hanno espresso la loro contrarietà nei confronti di questa partenza frettolosa, per loro infatti sarebbe stato meglio attendere ancora qualche settimana e permettere ai contagi di stabilizzarsi prima di chiudere centinaia di ragazzi nelle strutture scolastiche. Negli istituti siciliani infatti non ci sono abbastanza aule che permettano agli studenti di mantenere le misure anticontagio che comunque non sono state ancora definite i modo chiaro, destando la preoccupazione dei presidi che non sanno come comportarsi per assicurare la sicurezza sanitaria ai loro alunni.  Alla scuola “Rapisardi” di Palermo, ad esempio, mancano 22 aule per poter rispettare le distanze, e il comune come risposta ha stanziato 650mila euro che però riguardano tutte le scuole del comune per le quali i fondi non sono abbastanza.

Troppe aule mancanti, ecco perchè molte scuole superiori slittano l’inizio

Per i licei la ripartenza è fissata per il 17 settembre, con in testa il Liceo Classico Garibaldi di Palermo,  anche se molte scuole hanno scelto di aprire battenti il 21. Nonostante la situazione sia ampiamente divisa nelle giornate di settembre la partenza potrebbe essere complicata e causare moltissimi affollamenti. Inoltre non sono bastati i 14 milioni stanziati per le scuole poiché pare che all’appello manchino ancora 1000 aule necessarie per svolgere le lezioni di presenza. Se entro la fine delle votazioni di ottobre non ci sarà una valid soluzione gli alunni saranno costretti ad affrontare scomodi e gravosi doppi turni, che avranno effetto sul loro tempo ma anche sl loro studio che dovrà essere frammentato e sicuramente reso più breve.

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Tutto quello che c’è da sapere in poche righe

Vi lasciamo ora ad un piccolo FAQ che possa rispondere a tutti i dubbi riguardo a questa tumultuosa ripartenza

Cosa succede una volta entrati a scuola? I professori dovranno assicurarsi che gli alunni abbiano misurato la propria temperatura corporea prima di recarsi in aula, è vietato infatti per il bene della collettività presentarsi a scuola con una temperatura più alta di 37.5 gradi, quando questa li supera bisogna restare a casa ed avvertire il proprio medico.

Sarà obbligatorio indossare le mascherine? Le mascherine saranno obbligatorie all’ingresso, in uscita e a ricreazione, quindi ogni volta che ci si alza dal banco. In sostanza è possibile rimuoverla solo se si è ad un metro di distanza l’uno dall’altra. I medici del comitato tecnico scientifico raccomandano l’uso della mascherina chirurgica che è più sicura. Ne saranno fornite in tutta Italia 11 milioni al giorno, e alle scuole ne sono già state inviate 94 milioni.

Cosa succede se uno studente o un dipendente risulta positivo? Dipende dalla valutazione della Asl, in questo caso entra in campo l’utilizzo dell’applicazione immuni, più studenti la useranno più sarà facile contattare eventuali contatti da mettere in quarantena. Stessa cosa vale per i docenti e tutto il personale.

Intervallo ed educazione fisica si faranno? Sì! Durante l’intervallo sarà obbligatoria la mascherina e dovranno essere evitati gli assembramenti. Le ore di educazione fisica saranno caratterizzate da grandi distanze di sicurezza (minimo due metri) e saranno svolte all’aperto dove possibile.

Cosa è cambiato rispetto al 2019? I numeri dell’emergenza

I primi dati acquisiti mostrano un piccolo calo delle iscrizioni a scuola, quasi 50mila in meno rispetto al 2019 e nelle scuole statali si registra un aumento di circa 15mila unità di studenti con disabilità, la maggior parte dei quali frequenta ancora la scuola primaria. Come ogni anno l’indirizzo di scuola superiore più gettonato è il liceo, con ben 1,3 milioni di iscritti, la restante parte si suddivide tra istituti tecnici e professionali.

In Sicilia però notiamo una ripartenza poco convinta e con molti timori da parte dei genitori. Solo il 50% delle scuole ha rispettato la data d’inizio regionale del 14 Settembre, tutte le altre temporeggeranno fino ai primi giorni di ottobre, dopo le votazioni del 4 e del 5. Questo per quanto riguarda gli istituti pubblici, i privati infatti hanno tutti aperto le porte questa mattina con le dovute precauzioni anticontagio e assicurando un adeguato distanziamento, percorsi di ingresso ed uscita separati e utilizzo della mascherina quando necessaria.