Sgominata banda di trafficanti di uomini:14 arresti

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 La Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Palermo ha emesso un fermo di indiziato di delitto a carico di 18 cittadini stranieri accusati di appartenenza ad un’associazione a delinquere transnazionale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e all’esercizio di abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento tramite ‘hawala’ e altri delitti contro la persona, l’ordine pubblico, il patrimonio e la fede pubblica; condotte criminali aggravate dall’avere commesso il fatto avvalendosi del contributo di un gruppo criminale organizzato impegnato in attività criminali in più di uno stato. Le indagini svolte dalla Squadra Mobile di Palermo e dal Servizio Centrale Operativo hanno portato all’arresto di 14 criminali, con cellule operanti in varie zone del globo, europee e non.

Il sistema utilizzato dalla banda

La banda utilizza il cosiddetto metodo “hawala”, utilizzato principalmente per il pagamento dei viaggi dei migranti o del prezzo della loro liberazione dalle “safe house” in territorio libico. E’ stato accertato che l’organizzazione criminale “ha supportato le attività di traffico sia nel corso del viaggio dei migranti sul continente africano che in occasione del loro concentramento presso i campi di prigionia in Libia”, dicono gli inquirenti. Successivamente, non appena gli stessi sono finalmente giunti in Sicilia, a bordo delle navi impiegate in attività di soccorso in mare, gli indagati sono entrati in azione, in un primo momento, “consentendo ai migranti ad allontanarsi dai centri di accoglienza, dove erano ospitati, nascondendoli in altri luoghi e fornendo loro in alcuni casi vitto, alloggio, titoli di viaggio e falsi documenti, e, in un secondo momento, curandone la partenza verso località del centro e nord Italia, da dove poi raggiungere agevolmente le località del nord Europa e talvolta gli Usa – meta finale del loro viaggio”. In altre occasioni, i membri della banda hanno contattato i migranti giunti in Italia per far proseguire il loro viaggio verso altri Stati Europei e non. Tali attività di favoreggiamento “sono state garantite a fronte dei pagamenti effettuati o dai migranti stessi o dai loro familiari ed amici, spesso residenti all’estero, i quali hanno inviato il denaro richiesto dai trafficanti mediante il sistema fiduciario “hawala” operanti in tutto il mondo”

Le condizioni dei migranti

I migranti affermano che le condizioni di vita presso i campi di prigionia in Libia sono terribili. Nei campi sono costretti a subire torture fisiche e psicologiche, al fine di ottenere dai loro relativi congiunti pagamenti per la loro liberazione e per la prosecuzione dei viaggi.

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