Sospeso avvocato: truffava i clienti da anni

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Adriano Lapone già qualche anno fa era finito nei guai per esercizio abusivo della professione forense – faceva cioè l’avvocato prima ancora di aver superato gli esami di abilitazione – e adesso per l’avvocato, è arrivata un’altra grana: divieto di esercitare la professione per un anno, obbligo di dimora in città e una prescrizione ancora: il divieto di allontanarsi da casa dalle 9,30 alle 13,30, dalle 16,30 alle 20,30. Perché si ritiene che potrebbe trarre in inganno altre persone. L’accusa è, tra l’altro, di aver truffato i suoi clienti.La misura cautelare è stata emessa dal gip Elisabetta Stampacchia, su richiesta del procuratore aggiunto Sergio Demontis e del sostituto Francesca Mazzocco, che coordinano l’indagine della sezione di polizia giudiziaria del tribunale.

La truffa

Secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri, Lapone si sarebbe fatto ripetutamente pagare dai suoi clienti, ma poi non si sarebbe effettivamente occupato delle loro cause. Avrebbe anche attestato falsamente la veridicità di firme su alcune procure e avrebbe anche creato atti pubblici falsi, attribuendoli all’Inps. Una volta, si fece pagare in anticipo promettendo una serie di attività, ma poi non si presentò neanche in udienza. Un’altra volta diede al cliente un documento che sarebbe stato del tutto falso. Sono queste le denunce delle vittime che hanno messo nei guai Adriano Lapone.

Le indagini

Le indagini della sezione di polizia giudiziaria della polizia di Stato in servizio presso la procura sono state coordinate dal sostituto procuratore Francesca Mazzocco e dal procuratore aggiunto Sergio Demontis. Il provvedimento del gip parla di episodi di “sicura gravità” e della “totale assenza di scrupoli” del professionista, di cui già si era occupato il consiglio di disciplina del consiglio dell’Ordine degli avvocati di Palermo: oggi, cercando il nome del legale sull’albo consultabile on line (avvocatipalermo.it) risulta la seguente dicitura, “Attualmente sospeso, sanzione per procedimento disciplinare; data inizio 21 ottobre 2019”.Ma per il gip non basta, non è “sufficiente a limitarne la propensione criminosa”. Ecco perché è scattato anche l’obbligo di dimora con il divieto di uscire da casa durante il giorno.

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