Tombe svuotate a Monreale: 27 indagati

0
392
Tempo di lettura: 2 minuti

 I carabinieri hanno notificato l’avviso di conclusione delle indagini: sono 27 gli indagati nell’indagine sul cimitero di Monreale (PA). L’inchiesta è nata da numerosi esposti arrivati in Procura sulle richieste di denaro per poter seppellire i propri cari, ed è stata coordinata prima dal sostituto procuratore Alfredo Gagliardi e poi dal pm Giorgia Spiri. I reati contestati a vario titolo sono falso materiale, falso in atto pubblico, truffa aggravata, abuso d’ufficio, corruzione e soppressione di atti veri. Secondo le indagini nel cimitero vi era un commercio di loculi. Le procedure sarebbero state falsificate da medici dell’Asp, custodi del cimitero monumentale di Monreale, funzionari comunali e titolari di imprese funebri per liberare i posti e aggirare i vincoli imposti dal Comune per accedere alle sepolture. Complessivamente sono circa 200 i loculi finiti nel mirino della procura.

Ricordiamo il caso di “racket al cimitero” a Bagheria

I carabinieri, nell’ambito dell’indagine denominata “Caronte“, hanno eseguito un’ordinanza di custodia di applicazione di misure cautelari nei confronti di 10 persone: 7 arresti domiciliari e 3 divieti di dimora. Il provvedimento è stato emesso dal gip presso il Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della locale Procura. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione per esercizio della funzione, corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio, abuso d’ufficio, violazione di sepolcro, vilipendio di cadavere, occultamento di cadavere, distruzione, soppressione o sottrazione di cadavere, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, nonché violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza speciale. Le indagini hanno consentito di svelare l’esistenza, a Bagheria, di un’associazione a delinquere, diretta da Pietro Mineo e operante all’interno del cimitero comunale, il cui funzionamento “è stato condizionato e deviato per controllare – sottolineano gli inquirenti – l’andamento delle estumulazioni e tumulazioni, in modo da favorire l’ottenimento di profitti non dovuti attraverso la sistematica reiterazione di condotte di corruzione in violazione dei criteri di efficienza, trasparenza e buona organizzazione del servizio pubblico affidato al cimitero, oltre che in violazione del rispetto dei defunti”.

Cimitero degli orrori a San Martino Delle Scale

Svuotavano i loculi e li rivendevano”. I Carabinieri della Compagnia di Monreale, in esecuzione di un’Ordinanza del gip presso il Tribunale di Palermo, hanno arrestato Giovanni Messina, 70 anni, Salvatore Messina, 38 anni, Salvatore Messina, 24 anni, Antonino Campanella, 33 anni, tutti palermitani e imposto il divieto di dimora a Monreale e l’obbligo di firma nei confronti di Erminia Morbini, 74 anni monrealese. Gli arrestati sono accusati di fare parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla truffa, falsità in atti pubblici commesse da privati, falsità in certificazioni, violazione di sepolcro, vilipendio delle tombe, vilipendio di cadavere, occultamento di cadavere, distruzione, soppressione e sottrazione di cadavere. Le attività investigative sono partite dalla raccolta di alcune denunce relativamente a un’apparente “mala gestio” del cimitero, ma i successivi accertamenti hanno consentito di far luce su di una organizzazione criminale che, nel corso degli ultimi anni, si era  di fatto sostituita ai benedettini – in maniera del tutto abusiva – nella gestione del cimitero, iniziando un vero e proprio mercimonio di loculi e tombe.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Rimani aggiornato sulle ultime novità!