Traffica piccoli uccelli mentre percepisce il reddito di cittadinanza, arrestato

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Questa mattina è stato colto in flagranza di reato un palermitano, che nonostante percepisse il Reddito di Cittadinanza occupava il suo tempo “spacciando” piccoli volatili.

Un modus operandi senza pietà

Grazie all’unità Anticrimine Naturale dei carabinieri di Palermo, e al supporto della sezione radiomobile della divisione di Alcamo, è stato arrestato un uomo colpevole di aver rubato e maltrattato tantissimi animali. L’uomo è stato scovato a Castellammare del Golfo mentre svolgeva l’attività di uccellagione tramite reti dotate di cordino a scatto. Al centro delle reti utilizzate da V.D. per catturare gli sfortunati volatili c’erano altri esemplari di cardellino, catturati in precedenza e utilizzati come esca viva, come richiamo per i loro simili. Le loro zampette stavano legate a dei paletti tramite un’imbracatura che gli consentisse di muovere le ali senza però volare via. 27 cardellini e 2 verzellini erano già stati catturati e stipati in due piccolissime gabbie.

Cosa ne sarà del maltrattatore

Tutti gli strumenti usati dall’uomo sono stati sequestrati mentre gli animaletti sono stati liberati, date le loro buone condizioni di salute, fatta eccezione per le piccole esche. Quest’ultime sono state consegnate alle cure del centro medico veterinario di Trapani, qui i medici hanno stabilito che i segni dei maltrattamenti fossero troppo gravi per permettere la re immissione in natura, per questo sarà necessario attendere che ricevano le cure necessarie prima di essere liberati. Se ne occuperanno i centri di recupero per la fauna selvatica. Intanto all’uomo è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora ed inoltre ha perso il diritto a ricevere il reddito di cittadinanza.

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Le zoomafie in Sicilia mettono a rischio la nostra alimentazione

Questi traffici sfuggono a qualsiasi controllo, anche a quelli sanitari, e in un periodo come quello che stiamo vivendo la cosa ci dovrebbe far riflettere non poco.è noto che i mercati illegali di animali, il traffico di animali da allevamento rubati, e la macellazione clandestina, pongono un serio problema di sicurezza alimentare. Si stima che in Sicilia ogni 7 ore qualcuno venga indagato per maltrattamento animale, sono infatti molteplici le attività che le “zoomafie” sostengono: corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, vendita e traffico di fauna selvatica (come nel caso appena affrontato) e chi più ne ha più ne metta. La grave emergenza Covi ha portato la gente a cercare modi alternativi per mettere da parte qualche soldo, e questo ha permesso un’enorme espansione dell’economia criminale.

Qualche numero che chiarisca la gravità della questione

Solo a Trapani sono in corso 29 procedimenti con 7 indagati per uccisione di animali; 16 procedimenti e 20 indagati per maltrattamento di animali; 1 procedimento con 1 indagato organizzazione di spettacoli con animali vietati; 2 procedimenti a carico di ignoti per uccisione di animali altrui; 20 procedimenti e 20 indagati per abbandono o detenzione di animali in condizioni incompatibili; 1 procedimento con 1 indagato per reati venatori. In totale nel 2019 sono stati registrati 69 procedimenti con 49 indagati.Rispetto al 2018 i procedimenti sono diminuiti del -42% passando da 120 a 69, mentre gli indagati sono aumentato del +14% passando da 43 a 49.