[Video] Roghi siciliani, più di 10 in un giorno, il territorio è in ginocchio

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Gli incendi degli ultimi giorni hanno distrutto gran parte del territorio verde siciliano, da Altofonte a Trapani le fiamme seminano danni di enorme entità a livello economico e climatico. Il che non è una novità.

Palermo, estate senza respiro

I piromani responsabili di questo scempio non possono essere definiti come stolti, folli senza ritegno che distruggono il nostro patrimonio naturale dal valore inestimabile. Tutta la Sicilia occidentale è in ginocchio di fronte alle conseguenze dei rovi, dopo un’impegnativa riunione organizzativa diretta dal sindaco Orlando si è arrivati alla conclusione per la quale saranno necessari fino a 15 per ripristinare i boschi e per risanare l’economia e i turismo, settori duramente colpiti dalle conseguenze dei roghi. Si stima che il 60% degli incendi siciliani sia causato dalla mano folle dei piromani, ed è questo dato che preoccupa pesantemente la Coldiretti.

Orlando, indignato, annuncia che saranno necessarie pene più severe per i colpevoli, e soprattutto un forte rigetto sociale nei loro confronti, l’attacco deve essere unanime. Spegnere e domare gli incendi non è più abbastanza, ora bisogna prendere piede nella prevenzione con ronde di pattugliamento e attività innovative per tenere a bada la situazione e fare in modo che eventi del genere non si verifichino mai più. Altofonte, San Vito, la riserva dello Zingaro e Piana degli Albanesi non esistono più, sono stati resi cenere e spazzati via dal vento. Certo, le alte temperature hanno alimentato le fiamme, ma non dobbiamo trascurare gli atti osceni dei piromani, indegni individui che meritano serie conseguenze alle proprie azioni.

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Una triste abitudine dura a morire

Per gli abitanti dei luoghi sopracitati non è una novità che agosto sia il “mese di fuoco”. Qui gli incendi sono un appuntamento estivo fisso, ma mai erano stati violenti come quelli appiccati questa settimana. Per i vigili del fuoco è stato difficile evitare le tragedie, più di 10mila persone si sono ritrovate minacciate dai fuochi, e quasi 4mila sono stati evacuati per permettere la messa in sicurezza della zona durante e dopo le procedure di spegnimento del fuoco. Il bosco della Moharda intanto non esiste più, il polmone verde di Palermo che dosa le acque piovane, accoglie il fiume Oreto e procura fresco a tutta Palermo è stato ferito così duramente che sarà difficile per lui donarci ancora i suoi servigi. Solo la fortuna ha permesso di evitare danni alle persone, ma i fuoco ha divorato case, alberi e fatto esplodere diverse bombole del gas.

La Sicilia non reggerà a lungo

Mentre i fuochi di Altofonte invadevano il centro abitato a Palermo sono arrivate notizie dalle altre provincie: la riserva dello Zingaro è andata distrutta nuovamente dopo i roghi del 2012 ma sta volta non si è salvata nemmeno la caletta più nascosta, la “Tonnarella dell’Uzzo”. Ad Alcamo Marina gli incendi hanno costretto alla chiusura della statale 187 per Castelammare in entrambe le direzioni. Ma il totale degli incendi non si ferma qui, le fiamme hanno circondato anche il Parco archeologico Himera, nel messinese, dopo aver minacciato il parco di Selinunte senza arrivare a colpirlo. Al Villaggio di San Saba i residenti sono stati costretti a lasciare le loro abitazioni così come a Pettineo, dove molti abitanti sono stati costretti ad evacuare la zona. Qui lasciamo la testimonianza di un’abitante di Alcamo, struggente:

Vergognatevi, merde!!Alcamo Marina (Trapani).

Publiée par Alessia Marianna Mannina sur Dimanche 30 août 2020