Viviana e Gioele, non ci sono impronte in auto. Il camion sequestrato 7 giorni dopo l’incidente

0
383
Tempo di lettura: 2 minuti

Dopo più di un mese dalla scomparsa di Vivina Parisi e del suo piccolo Gioele, gli investigatori hanno avanzato nuove ipotesi e nuove discordanze tra gli indizi in analisi in questo periodo e i rilevamenti avvenuti durante le prime settimane di ricerche.

Indagini ostacolate, ritardi nel sequestro

Da oggi, i consulenti, svolgeranno degli esami approfonditi sull’auto di Viviana Parisi e sul camion con il quale ha avuto un incidente il 3 Agosto, nella galleria Turda sulla A20, prima di sparire con il figlio di 4 anni. Riguardo al camion è emersa una inefficienza delle prime ricerche molto grave, secondo la quale il mezzo non sarebbe stato sequestrato il giorno della scomparsa, cosa che giustamente è avvenuta con l’auto della vittima, bensì pare che sia stato richiesto il sequestro una settimana dopo, il 10 agosto, e che a quel punto la ditta proprietaria avesse già iniziato le riparazioni.

Con queste condizioni è facile pensare che le prove che avrebbero potuto chiarire le dinamiche e l’entità dell’incidente potrebbero essere state compromesse a tal punto da non permettere più di accertar la realtà dei fatti. I guidatori del mezzo, degli operai che si occupano della manutenzione stradale, affermano invece che le riparazioni avvenute non avessero a che vedere con l’incidente e che il lato della fiancata danneggiato durante l’impatto fosse ancora intatto il giorno del sequestro.

Iscriviti alla nostra Newsletter!

Rimani aggiornato sulle ultime novità!

Nessuna traccia di Gioele in auto

A seguito degli accertamenti avvenuti tramite l’utilizzo del luminol pare che nell’abitacolo dell’auto non vi fossero impronte di Gioele.  Il biologo forense Spitaleri ha confermato che nell’auto sono presenti impronte palmari, plantari e digitali ma che queste non corrispondano a quelle del piccolo. Sono stati svolti approfonditi esami alla ricerca di tracce di sebo, sudore o saliva, eppure del bimbo nessuna traccia. Si attende che quelle rilevate vengano analizzate nuovamente ed attribuite a chi ha viaggiato sull’auto della donna nei giorni precedenti alla scomparsa.

Pochi dettagli sull’incidente lasciano dubbi e amaro in bocca

Confermata l’ipotesi dell’incidente in movimento, dalle prime indiscrezioni farebbero sapere che è possibile che sia stato il camion ad invadere la corsia della donna, durante un sorpasso. Pare anche che la galleria non fosse adeguatamente illuminata quel giorno, un increscioso dettaglio che rende i due operai testimoni inattendibili della dinamica dell’incidente.

Intanto si svolgono i test sul seggiolino, sul quale Gioele avrebbe dovuto trovarsi durante il viaggio ma che al momento dell’impatto era slacciato e non attaccato all’auto. Per questo motivo e secondo le ricostruzioni dell’impatto è possibile che il piccolo sia morto durante l’incidente o che questo possa avergli causato una forte emorragia celebrale che lo avrebbe ucciso tra le campagne.  Si attende quindi l’esito delle nuove analisi, nella speranza che il giallo di Caronia, con il passare della frenesia estiva, non venga dimenticato.