Viviana Parisi, mille larve prelevate dal cadavere, nessuna traccia del piccolo Gioele.

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Il mistero che avvolge la morte di Viviana Parisi continua ad infittirsi. I risultati dell’autopsia sembrano confermare l’ipotesi secondo la quale la donna potrebbe essere caduta dal traliccio sotto cui è stata ritrovata. Il medico legale Venturi, per conto dell’avvocato di Mondello (ndr marito della vittima), precisa però che ci sono altri scenari da vagliare e che nessuna ipotesi possa ancora escludersi.

Nessuna certezza per l’equipe di indagine.

Non ci sono invece particolari dichiarazioni da parte degli esperti a cui il caso è stato assegnato dalla procura di Patti. Le lesioni e le ecchimosi riscontrate sul corpo della vittima sono riconducibili a diverse ipotesi, che però necessitano di tempo per essere escluse.
Le cattive condizioni del corpo hanno reso indispensabile l’intervento dell’entomologo Stefano Vanin, che in attesa che i dati necessari allo svolgimento dell’indagine gli vengano recapitati dalla Regione Sicilia, ha raccolto un migliaio di larve. Gli studi del periodo di riproduzione degli insetti e dei dati termici della zona aiuteranno a definire il momento della morte di Viviana.
È stato inoltre dichiarato che saranno necessari dai due ai tre mesi per avere risposte concrete, intanto continuano le ricerche del piccolo Gioele

Gioele creduto morto dalla madre? Ancora nessuna traccia.

Da nove giorni del piccolo non si hanno notizie, l’ultimo avvistamento è stato il giorno della scomparsa, quando la madre ha avuto un violento scontro con un camion, lungo il tratto i autostrada che porta a Caronia.
Si pensa che la donna possa essere stata travolta dal panico in seguito all’impatto e che possa essersi allontanata in stato confusionale perdendosi nel bosco. Gli investigatori avanzano l’ipotesi che il bambino possa essersi ferito e che la madre non abbia retto quel momento di stress allontanandosi credendolo addirittura morto. A riguardo però i testimoni non sanno dare indicazioni chiare.
Anche se sembra impossibile che la donna sia riuscita a percorrere il percorso tra l’auto e il luogo dove è stata trovata riversa sul terreno, con il bimbo in braccio. Il caldo afoso ha infatti messo a dura prova anche la resistenza degli esperti lungo il tragitto durato ben tre ore.
Di certo però c’è che al momento della morte della madre il bambino non fosse con lei, di Gioele infatti non trovano traccia nemmeno i cani molecolari, specializzati nel ritrovamento di qualsiasi traccia. Nel frattempo più passa il tempo più per i familiari risulta difficile avere speranza.

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